In una storia mia, tu non andresti via

In un mio racconto, non sarebbe stata scritta la parola fine.

Invece no, non è un racconto di cui sono autrice, ma la vita, e non smette di mandarmi messaggi in cui ricorre quell’odiosa parola. Io ancora non riesco a farci pace. Cose, lavori, abitudini, storie che finiscono. Rimango spettatrice, incapace di comprendere molti perché. Incapace di capire quale messaggio devo cominciare a mandare, affinché l’eco di ritorno mi dica qualcosa che mi piace.

E di nuovo voglia di smettere di faticare e soffrire, voglia di sparire, come ciclicamente accade da sempre.

Mi aggrappo ai bei ricordi, al passato vicino o lontano in cui mi sono sentita piena e felice, per dirmi che tutto cambia, momenti così potranno tornare.

Ma il futuro, per ora, è una tenda scura che non lascia filtrare la luce.

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Il primo amore

Apprendimento, ecco come si chiama il mio primo amore.

Curiosità è un altro appellativo che potrei dargli, ma in realtà apprendimento è più calzante.

Amavo andare a scuola. E se un insegnante era appena capace di trasmettere un briciolo di passione verso la materia insegnata, io mi buttavo a capofitto a scoprire, leggere, conoscere. Ricordo più cose relative all’evoluzione filologica del greco (ah, i digamma intervocalici!) sentite di sfuggita in quarto ginnasio da una professoressa matta, ma appassionata, che pagine pregevoli di letteratura comunicate tiepidamente da docenti che di certo non amavano il loro mestiere.

La scoperta del giorno è che amo ancora andare a scuola.

Oggi sono stata alla scuola delle scuole. Un incontro dell’associazione nazionale formatori che si è tenuto presso la sede della business school dell’Università di Bologna. Chapeau, e chapeau.

Ho creduto tanto nella mia formazione che ho investito molte energie (i soldi li ha messi qualcun altro…mamma e papà ne sanno qualcosa) per acquisire competenze che speravo fossero utili nella mia vita professionale iniziata presto, molto….forse troppo presto. Tuttora leggo, cerco nuove soluzioni, mi informo. 

Ma il valore di una tavola rotonda con persone che fanno consulenza e formazione aziendale ad alto livello da anni, beh…è stata un’esperienza notevole per il mio cervello desideroso di conoscere.

Non credo che sia un caso che questa opportunità e l’occasione un paio di giorni fa di parlare agli studenti di economia in UCSC siano arrivate nel momento in cui ho deciso di cambiare approccio al lavoro. 

La vita, come sempre, è esatta.